La vita non ha pietà
La vita non ha pietà. Puo fare così male da dilaniare lo spirito più saldo. Ti regala un respiro lento e pesante. Vivere vuol dire amare. Amare vuol dire ferirsi. Chiunque abbia amato porta una cicatrice. Io ne ho tante e devo ringraziare solo me stesso: me le sono cercate e meritate tutte. Le porto come porto i miei tatuaggi: con convinzione. Le ferite sono il nostro specchio. Ogni tanto me le guardo e ne sono quasi orgoglioso. Sono i cardini su cui ci poggiamo quando il tempo passa e fa dimenticare tutto il resto, tutto il bene e tutto il male. Sono i segni che tracciano il percorso, spesso molto doloroso, del nostro vivere privato. Ricordiamo di esser vissuti perché le abbiamo addosso; perché ci pungono da dentro. Oggi mi fanno tutte male e quella ancora aperta è lì che sanguina…


Sono stanco Stella. Stanco di alzarmi ogni mattina e realizzare che tu non ci sei. Stanco di dovermi convincere ogni giorno che tutto va bene. Stanco di non poterti più abbracciare. Triste di non poter più discutere con te delle tue e delle mie scelte. Distrutto per non poter dormire e respirare accanto a te. Lacerato dal non poterti ascoltare. Infiacchito dal dover affrontare tutto da solo. Indebolito dal raccogliere i cocci e cercare di rimetterli insieme senza le tue mani. La beata solitudine della Galizia è oggi un coltello mal affilato che scava faticosamente nel mio petto alla ricerca del cuore perché smetta di battere. Il Signore ti ha dato una vita in più. Che sia benedetta! E ha scelto di prendersi la mia. Mi sta bene. Dio mi ama e tutto quello che mi capita è il meglio per me. Perdonami se a volte non dico o non faccio la cosa giusta ma è cosi difficile adesso. Ce la farò. E sono felice della tua grande svolta. Ho solo bisogno di raccogliere ancora una volta tutte le energie per riprendermi la vita tra le mani.

 

Andrea Claudio Galluzzo

(tratto dal romanzo "The Hidden Bride")