La quarta forza d'amore
L'amore si mostra a noi in quattro gradi. Il primo è l’amore di se stessi per sé: quello carnale, l’amore del quale strabocca la contemporaneità. Quindi esiste l’amore di Dio per sé: l’amore narrato dall’Antico Testamento per l'infinita potenza del Signore degli eserciti, reale per un numero sempre più ridotto di persone nella nostra laica società. Grazie alla nostra eredità cristiana è molto più forte il terzo tipo d’amore: quello verso Dio come forza d’amore senza limiti.

Soltanto il quarto grado d'amore è però quello che ci restituisce all’esperienza vera dell’essere carne di fronte al Figlio fattosi carne per noi: l’amore verso noi stessi come esseri umani e che ci dobbiamo attraverso e per Dio, come testimonianza ed espressione dell’insegnamento e del sacrificio di Cristo. Questa quarta forza d’amore aiuta a riflettere sul disastro che si crea dimenticando l’uomo. Agli ultimi del mondo è molto più semplice capirlo che a noi. Questo è il Natale. In cerca dell’altro per non perdere ciò che ci ha dato Lui. Perché davvero, come diceva Bernardo di Chiaravalle, l'amore basta a se stesso ed è disinteressato. Perché non è importante giustificare la fede con inutili sofismi di fronte alla naturale grandezza di chi s'è fatto carne per aprirci allo Spirito attraverso il nostro dovere di amare.

Gesù è persona che non inganna, non illude, non mentisce, non fa promesse false, mai dice una cosa per un'altra, mai fa credere ciò che non è perfetta e santa verità. Nessuno potrà mai dire: "Ho compreso male la parola di Gesù". Questo è impossibile. Mai potrà succedere. Mai è successo. Se uno lo dice, lo può dire solo mentendo a se stesso e ingannando gli altri. Ogni Parola di Gesù è appurata con il fuoco. La sua semplicità è così perfetta che anche il più piccolo degli uomini è capace di intenderla, di comprenderla, di cogliere tutta la verità che vi è in essa.

Gesù manda gli apostoli, i suoi missionari nel mondo. Non li manda a prendere parte ad un banchetto di nozze. Li manda in guerra, in battaglia, in duri scontri e in aspre sfide. Cristo manda a combattere contro il principe di questo mondo, perché distruggano il suo regno ed edifichino sulla terra il regno del Padre suo. Questa verità ben la comprende chi impara ad amare. Il male si serve sempre di persone nel suo potere, da lui ottenebrate e corrotte, per difendere le posizioni del suo regno. La lotta può anche terminare con la morte del missionario, con il versamento del suo sangue, se questo è necessario al Vangelo. Il discepolo di Gesù resta però sempre sotto la custodia e la protezione dello Spirito. Satana su di lui non ha alcun potere. Questa fede, questa fiducia in Dio dovrà sempre accompagnare colui che ama e guidarne i passi sulla via del bene affinché la Luce del Vangelo illumini ogni essere umano.


Andrea Claudio Galluzzo