Io valgo quanto amo

"Perché vado in carcere? Il motivo è lo stesso per il quale andrei in qualsiasi altro posto: perché incontro sempre miei fratelli ai quali ho il dovere di presentarmi in atteggiamento di servizio. Io valgo quanto amo".


Don Cuba, al secolo Danilo Cubattoli, è sempre più vicino alla Luce. Quel poco che gli resta da vivere lo sta vivendo, nei dolori della malattia che lo ha attanagliato e costretto all'immobilità, con serenità e dignità grandissime. A me ed a coloro che hanno avuto la fortuna di stargli vicino in queste ultime ore, prima tra tutti la dottoressa Ghita Vogel, suo angelo custode da una vita, ha dimostrato ancor di più la sua straripante umanità, il coraggio e la lucidità di fronte alla morte. La sua fiducia nel divino lo rende ogni giorno più immateriale. Uno spirito santo lo pervade davvero. A Firenze, in San Frediano, c'è un grande bagliore in queste ombrose giornate d'autunno del 2006.

Caro 'Cuba' ti vogliamo bene!

Andrea Claudio Galluzzo