Il vangelo di Giuda è opera dei cainiti?

Il documento e' senz'altro autentico, ma sul contenuto del Vangelo di Giuda pubblicato dalla National Geographic Society crescono i dubbi: dal punto di vista storico, si tratterebbe di una ricostruzione non perfettamente attendibile degli ultimi giorni di Cristo. In particolare, si rileva da buona parte della comunita' scientifica, e' difficile credere all'esattezza delle parole con cui Cristo avrebbe affidato a Giuda la missione di liberarlo "da questo corpo che mi e' di abito", e con le quali gli avrebbe riconosciuto un ruolo superiore a quello degli altri apostoli: "con te condividerò i segreti del Regno". Il sospetto e' che il documento, chiaramente redatto in epoca costantiniana come copia di un originale del II Secolo dopo Cristo, sia opera di una setta gnostica, quella dei cainiti, impegnata a rovesciare la lettera e lo spirito dell'Antico come del Nuovo Testamento. I cainiti, attivi soprattutto in Egitto sotto gli Antonini, consideravano il Dio veterotestamentario alla stregua di un demiurgo, ma volto al male.


Di qui la loro ammirazione per tutti i personaggi negativi della Bibbia, a cominciare da Caino, da cui presero il nome. In generale, al pari di altre sette gnostiche ed eretiche, credevano che si raggiungesse la salvezza attraverso una serie di esperienze anche di carattere tantrico. Riguardo a Giuda, si dividevano al loro interno tra quanti lo ritenevano una sorta di Prometeo pronto a tradire un Cristo agente del demiurgo maligno, e quelli che invece (e' il caso del testo pubblicato ieri) pensavano ad un Cristo pronto a chiedere a Giuda di tradirlo pur di salvare l'umanita', a discapito del disegno del demiurgo. Le perplessita' di carattere storico e filologico sono sostanzialmente una: se la missione del tradimento venne affidata da Cristo a Giuda in una conversazione volutamente privata, e altrettanto volutamente volta ad escludere qualsiasi altro essere umano dalla vera conoscenza, come fu possibile che le parole testuali finissero scritte nero su bianco? E' molto difficile, infatti, riportare con assoluta precisione una frase della cui conoscenza si dovrebbe essere del tutto all'oscuro. Secondo Craig Evans, professore di teologia presso l'Acadia Divinity College di Wolfville, nella Nuova Scozia, uno della commissione di studiosi che ha esaminato il papiro, proprio la riservatezza della conversazione ha impedito che il suo contenuto filtrasse fino ai vangeli canonici, che vertono sulle dichiarazioni fatte da Gesu' in pubblico. "Quello che e' probabile", ha spiegato al New York Times, "e' che il Vangelo di Giuda conservi una piu' antica reminiscenza del fatto che Cristo affido' in privato una missione particolare all'Iscariota, tenendo gli altri apostoli all'oscuro".

"Questo testo non ci dice niente riguardo le figure storiche di Gesu' e di Giuda" sostiene Ben Witherington, dell'Asbury Theological Seminary di Wilmore, "ci dice solo molte cose su un gruppo considerato eretico gia' al suo tempo". Infatti "non esiste prova alcuna che il Vangelo di Giuda fosse generalmente accettato all'epoca dalle chiese cristiane. I cainiti gia' allora erano considerati al limite estremo delle comunita' eretiche". Poi, c'e' da considerare il lasso di tempo che intercorre tra la morte di Cristo e la redazione del Vangelo di Giuda: "sarebbe come dire che un racconto sulla vita di George Washington, scritto 150 anni dopo la sua morte, ne contiene la vera essenza della vita".

Padre Donald Senior, presidente della Catholic Theological Union di Chicago e membro della Pontificia Commissione Biblica, esclude che la Chiesa possa avere da subire danni dal contenuto del papiro. A meno che qualcuno non decida di utilizzarlo per una operazione simile a quella del "Codice Da Vinci", basato sull'idea di una cospirazione da parte della gerarchia ecclesiastica per eliminare la Verita', conservata dagli gnostici. "Se il Vangelo di Giuda dovesse divenire all'improvviso un testo in base al quale centinaia di migliaia di credenti fossero portati a vedere le loro sacre scritture, allora la Chiesa Cattolica dovrebbe prendere posizione", prevede, "ma al momento non si intravvedono nemmeno le avvisaglie di qualcosa del genere". Quello che rassicura e' che "quel documento non e' stato ritrovato negli archivi del Vaticano". Altrimenti sarebbe stato non un nuovo "Codice Da Vinci", ma "Angeli e Demoni".


Andrea Claudio Galluzzo