Il Cristo della Grata
Nell’autunno del 2011 un provvidenziale destino mi ha fatto conoscere il maestro Claudio Sacchi, allievo prediletto di Pietro Annigoni, il quale mi ha permesso di affidargli, nella primavera del 2012, la realizzazione di un’opera d’arte sacra che avesse per oggetto il Signore Gesù nella dimora della mia famiglia. Il maestro Sacchi, dopo aver concluso la pala d’altare dedicata a San Casto nella Cattedrale molisana di Trivento nel luglio 2012, ha compiuto con tecnica ad encausto, l’opera immediatamente denominata come il “Cristo della Grata” tra mercoledì primo e domenica cinque agosto, nel giorno della ricorrenza della Madonna della Neve.

 

il_cristo_della_grata.jpgIl Cristo della Grata, il cui sguardo penetrante esprime le molte sfumature dell’amore cristiano, rappresenta la simbolica congiunzione tra la città Santa di Gerusalemme ed il luogo dove l’immagine sacra è stata realizzata, una recondita nicchia serrata da una grata, ricavata nello spessore delle murature dell’antica villa di campagna detta La Cipressa sul colle mediceo di Santa Cristina in Pilli a Poggio a Caiano.

L’artista, per compiere tale opera contemporanea d’arte sacra, ha deciso di utilizzare l’antichissima tecnica dell’encausto, curandosi di applicarla in ogni dettaglio secondo la più autentica tradizione e miscelando le polveri dei colori, da lui stesso finemente macinati, con terra e sabbia del deserto di Giudea per poi fonderle con cera e resina insieme ad olio di incenso, di mirra e di nardo di Gerusalemme, elementi riportati da un pellegrinaggio in Terra Santa che ho avuto cura di fornire al pittore insieme ad una certa quantità di acqua santa.

Dopo aver steso un fondo disomogeneo di un sanguigno color castano ed aver delineato a pennello gli occhi del Salvatore, il maestro Sacchi ha coniato le linee del volto ed il corpo paludato della figura nel suo insieme, la parte più cospicua dell’Immagine, realizzando il mantello nel colore imperiale del rosso purpureo. In un secondo tempo ha utilizzato il metodo dello stiletto, scaldando con la spatola le cere colorate e lisciandole con essa al fine di fonderle tra di loro. Con la punta scaldata raccoglieva quindi il colore applicandolo sulle parti da dipingere, come usa fare col pennello, sfumando poi il colore con la parte piatta per ottenere più realistiche ombre e definizione dei contorni.

La mia iniziale richiesta all’artista era la realizzazione di un’icona di Cristo Pantocratore ispirata alla più antica immagine del Signore giunta fino a noi: il Cristo del Sinai, il volto dei volti, risalente al V secolo, dipinto su tavola anch’essa con tecnica ad encausto e custodito nel monastero ortodosso di Santa Caterina sul Monte Sinai. Durante l’esecuzione però, all’atto di abbozzare le mani ed il Libro delle Sacre Scritture,  l’autore, cristiano cattolico praticante, mi ha esternato una chiara assenza di ispirazione nella realizzazione della figura benedicente. Claudio Sacchi, dimostratosi docile  strumento alle indicazioni dello Spirito Santo, in piena concordia con me, ha concluso l’opera configurandola quale icona del Cristo carcerato: l’Ecce Homo.

Coloro i quali hanno assistito alla realizzazione di questa sacra immagine, hanno ricevuto, alla fine, la consapevolezza del senso più profondo del sacrificio cristiano. I Suoi occhi rappresentano lo sguardo misericordioso dell’Uomo segregato da Pilato. Incatenato dai legionari romani, deriso, battuto dal flagello, coperto di sangue e di sputi e presentato con disprezzo alla folla urlante e desiderosa  di morte in un  manto di porpora insanguinato, il Cristo della Grata, l’Agnello di Dio,  appare come figura debole e impotente, sottomessasi con mansuetudine alla violenza ma capace di  rivolgersi con compassione verso i propri carnefici.

Da quando esiste il mondo, il sole coi suoi raggi non aveva mai illuminato un Essere più degno dell’ammirazione degli angeli e degli uomini.

“Ero carcerato e siete venuti a trovarmi” (Mt  25,36)



Andrea Claudio Galluzzo

 

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8 Agosto 2012 - L’immagine del “Cristo della Grata” è stata consacrata dal sacerdote don Antonio Giorgi, parroco di Santa Cristina in Pilli, con preghiere ed aspersione di acqua santa.

9 Agosto 2012 - La scrittrice Susanna Vasta ha visitato e pregato davanti all’immagine del Signore. 

12 Settembre 2012 - Il sacerdote don Marco Fagotti, pievano di Santo Stefano a Campi Bisenzio e cerimoniere ecclesiastico dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme per l’Italia Centrale Appenninica, ha visitato e benedetto l'immagine del “Cristo della Grata”.

9 Giugno 2013 - Oleg Sisi, cerimoniere laico dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme per l’Italia Centrale Appenninica, ha visitato l'immagine consacrata.

14 Giugno 2013 - Il sacerdote don Serafino Romeo, parroco di Chiesanuova a Prato, ha visitato e benedetto l'immagine del “Cristo della Grata”.

28 Agosto 2014 - Il sacerdote don Cristiano D'Angelo, abate di San Martino in Campo e parroco di Bonistallo a Poggio a Caiano, ha visitato, benedetto e pregato davanti all'immagine del “Cristo della Grata”.