Il buon maestro
Così come l’acqua non chiede il permesso per scorrere, allo stesso modo lo Spirito Santo non chiede alcun lasciapassare per posarsi sulla testa degli uomini. Non tutti abbiamo ricevuto la grazia di santità data a Giorgio La Pira. Non tutti possiamo essere, come lui, "liberi apostoli del Signore" ma tutti possiamo diventare consapevoli del suo insegnamento. Crediamo che per la nostra società sfiancata da ogni possibile speculazione siano necessarie idee chiare di riforma e sviluppo basate sui principi della solidarietà cristiana e che, mai come oggi, servano buoni maestri. La Pira lo è stato e lo è ancora; come lui certamente don Danilo Cubattoli.

La vera importanza nell'agire è rifarsi al Vangelo senza timore, anzi con forza e dignità grandi, riferendosi al modello della città luminosa posta in cima alla montagna. Molti sono i politici che sembrano aver timore, essendolo, di dirsi cristiani. Ma che cristiani sono? Dov’è l’esempio magistrale che devono alle nuove generazioni? Dove sono oggi i buoni maestri che si comportino come dei padri coscienziosi? Per buoni maestri si devono intendere coloro che diano prova di fiducia cristiana, onestà e coraggio. Dobbiamo imporci di smetterla di parlare di valori in maniera generica: si deve chiarire che tali valori sono quelli cristiani, quelli dettati dalla Fede in Cristo attraverso i Vangeli, canonici o apocrifi che siano, nei quali trovano fondamento. Bisogna iniziare a sfuggire alla tentazione di neutralità. Altrimenti si brancola senza identità, senza guida. Costruire sul dettato dei Vangeli non significa mettere in dubbio la laicità, ma, senza tali lumi, senza la chiarezza sulla natura delle nostre fondamenta, non abbiamo alcuna speranza di costruirci alcun futuro sopra. Sarà impossibile realizzarci l’edificio più adatto e robusto al bene comune. Senza rivendicare le nostra dignità cristiana non abbiamo alcuna speranza di esser davvero forti, interiormente robusti. Non potremo distinguerci e crescere politicamente nel desertico panorama politico italiano, fatto di consorterie per tutelare gli interessi di pochi a danno di molti. Fatto di teatrini che nulla danno alle necessità quotidiane dei cittadini di questo paese. Non si ripeta la solita teoria poco seria che la politica è cosa brutta. L'impegno politico, cioè l'impegno volto alla costruzione di una società cristianamente ispirata in ogni settore, a cominciare da quello economico, è un impegno, come direbbe La Pira, di umanità e di santità. Chi vuole entrare nella battaglia politica e si sente di agire da cristiano deve tenerne conto oppure scelga schieramenti che non contemplino  l'essenza cristiana del vivere sociale. Giorgio La Pira è bello e giusto ricordarlo a tutti attraverso le parole del cardinale Giovanni Benelli nella Omelia pronunciata durante i suoi funerali: «Tutto si può capire di La Pira con la fede, niente si può capire di lui senza la fede».

Andrea Claudio Galluzzo