Ecco l'agnello di Dio
La storia del rapporto tra Dio e l’uomo è una storia di domande e di ricerca. Entrambi cercatori d’amore. Gesù si rivolge ai nostri desideri più profondi, fa appello non all’intelligenza, non alla volontà, non alle emozioni o alle scelte, ma a qualcosa di più vitale e ancora più profondo. Chiama il cuore, il cuore incompiuto. Gesù, maestro del desiderio, chiede di comprendere se stessi: quel che ci manca, di che cosa abbiamo fame e sete. Solo cercando risposte è possibile trovare l'identità più profonda. Ogni cuore d’uomo porta scritto di andare oltre. Cristo non chiede sacrifici, rinunce, impegni e sforzi: chiede di entrare in noi stessi, di conoscere il proprio cuore, di pellegrinare verso l'intimo più vero per sentire cosa sazia le profondità della vita. Quello che regala gioia veramente.

Avere gli occhi di Giovanni. Vedere Gesù venire verso di noi. Riuscire a scorgerlo mentre viene sempre più vicino: Dio in cerca di noi, braccia inevitabili. Sentirsi desiderato e cercato, è solo questo che salva le malattie dell’anima. La missione di Gesù è condensata da Giovanni in una frase sola: "Ecco l’agnello di Dio". Parole folgoranti che ad ogni Eucaristia noi rilanciamo verso i cieli grazie ad un piccolo pane. Ecco l’agnello, ecco l’animale dei sacrifici, l’ultimo nato del gregge. Il sangue versato, il grido innocente riempie il tempio nell’ora dei sacrifici. Ecco l’ultima vittima, immolata perché non ci siano più vittime. L’ultimo ucciso perché nessuno sia più ucciso. Dio non vuole sacrifici, non vuole sangue e morte. Si sacrifica per noi. Non vuole offerte, è lui che si offre in olocausto. Ecco l’agnello di Dio: ecco la morte di Dio perché non ci sia più morte. E possiamo solo affacciarci, in preda alla vertigine, ai bordi di questo abisso.

Gesù sta davanti ai nostri occhi e, ad ogni alba, ci genera nello Spirito, ci cerca, ci chiama : "Seguimi". Non smette mai. Occorre trovare il coraggio di fare un passo nel buio per cogliere l'abbraccio della Luce. Serve soltanto abbandonarsi all'amore. Solo questo è credere. E' il Vangelo di Gesù. E di ogni cammino spirituale. L’esperienza cristiana è esperienza dell’incontro, di relazione e poi di fedeltà. L'agnello di Dio lo si può incontrare solo se si ferma il tempo, cambiando, se necessario, la notte in giorno. La porta di Dio si apre soltanto ascoltando il cuore, dimostrando l'umiltà dell’ascolto, rispondendo onestamente a quelle domande che fanno viva la vita.


Andrea Claudio Galluzzo