Tutto vive nei suoi occhi
Stare da solo mi ha sempre fatto bene. Anche adesso, stanotte, qui a Berlino, sono in cerca della mia quiete. Sono uscito a guardare il cielo bianco sotto una pioggia ghiacciata che bucava la pelle. Ho continuato a rimuginare su tutto. Non respiro; non ho pace. Mi sento sventurato sotto un cielo che si muove veloce spinto da un vento feroce e gelido. Ha passeggiato ancora dentro la mia testa stanotte. D'improvviso, come un rapace, è precipitata dall'alto e mi ha strappato  dalle mani l'ultima scheggia di serenità. Si è fermata, per un attimo, mi ha fissato col suo sguardo perduto ed è fuggita. Come sempre. Lei è tutto quello che desidero. Tutto quello di cui ho veramente bisogno. Tutto vive nei suoi occhi.


Tutte le cose che abbiamo fatto insieme adesso girano confuse nel vortice della mia mente. Non riesco a dimenticare nemmeno una parola. Sento chiaro dentro che ha vissuto troppe vite. Non riesce a fermarsi. Ne vive ancora molte, senza di me, ma non provo astio. Forse dovrei. Ma non sento l'urgenza del lato aspro dell'amore. Non importa se il mio respiro è rimasto tra i suoi capelli. Non mi interessa se la sua pelle è ancora lì,  ancora calda tra le lenzuola. Non ho bisogno di tenerla, di possederla. Ho bisogno della vicinanza profonda che solo il vero, grande amore può dare. E intanto la neve inizia a venir giù fine ricoprendo questa città fatta d'acqua e cemento.

Non c'è mai stata solitudine nel mio star solo. Dovrei sentirmi meglio, da solo, adesso. Esser più sereno, finalmente rallentato. Non è così. Anche se non arriverei mai a baciare la sua foto, la mia anima comincia a vibrare a vuoto. Di nuovo. Non posso smettere di provare questo sentimento. Non smetterò di provarlo anche se ormai la gioia del ricordo è divenuta dolore. Sto dando il mio amore senza capire più perché. Vivo senza meta. Il mio cuore è arrabiato, il mio desiderio sfinito.

Mi sono svegliato con le ali. Erano sogni lucidi. Sono sempre più scosso ma non ho più paura se sento delle voci, se percepisco l'aria dolce. Sono le sue parole pronunciate sottovoce. Sono gli abbracci di quei giorni di settembre. Il suono di migliaia di parole sussurrate che mi rassicurano mostrandomi il futuro: un giorno saremo di nuovo insieme. Viaggeremo ancora. Senza catene. Quando gli oceani si seccheranno e le montagne piangeranno saremo legati senza lacci. 
Succederà. E' scritto nei suoi occhi.

 

Andrea Claudio Galluzzo

(tratto dal romanzo "The Hidden Bride")