Amare Tavolara
Sono arrivato in Sardegna per scalare sotto il sole di mezzogiorno le balze arroventate di granito rosso. Per respirare vento fresco di maestrale. Per abbassare lo sguardo dalla cima delle taglienti colline di Gallura sulle pietre battute dal vento e sentirle cantare nel silenzio. Per ricevere in premio la vista di Tavolara, crestata di antiche lame bianche, affogata nel celeste e nel blu, circondata dalle sue sorelle, le isole più belle del mondo.


Tavolara ha una storia antica, una leggenda d'amore che ogni giorno si rinnova. Con lei è odio ed amore a prima vista, un sussulto inebriante che coinvolge tutti i sensi. Questa enorme pietra magica rapisce completamente. Ti blocca. Ti incanta. Si è forzati a guardarla. Al mattino, col mare liscio, luccica d'argento e d'oro soggiogando il cuore. Toglie il fiato vederla lottare nel mare nero contro un temporale estivo. Ti trascina a respirare il profumo inconfondibile che c'è nella sua aria perché l'aria di Tavolara è selvaggia come la sua natura e ti avvolge, ti addormenta e ti sveglia continuamente. La vedi, la senti ed il cuore smette di battere quando la raggiungi e la tocchi.

Non potrei più fare a meno di lei nella mia vita. Tavolara non è soltanto una montagna di roccia carsica emersa dal mare: Tavolara è una presenza, non un'isola. E' una creatura femminile che parla con la luce e con le nuvole, con l'aiuto del vento e dell'acqua. Lei ti bacia o ti aggredisce. Non è una meraviglia della natura, è un essere vivente che ti cambia davanti secondo la voglia che ha di farsi bella lasciandosi illuminare dal sole o facendosi coprire dai cirri del cielo come una vergine pallida. Tavolara dona gioia e crudeltà alle vite degli uomini che se ne innamorano. Tavolara può dare e togliere senso alla vita.


Andrea Claudio Galluzzo

(Agosto 2009)