Alessandro Palastri, orgoglio viola

Questa è la storia quasi incredibile del Cavalier Alessandro Palastri. Oggi la 'sua' Fiorentina lo ha riabbracciato e lui, molto commosso, d'ora in poi siederà in tribuna accanto alle altre 'vecchie glorie' viola. Nessuno lo ricorda, né può ricordarlo. I più anziani tra i giocatori, quelli del primo scudetto, sono infatti più giovani di lui di quasi vent'anni... Palastri è infatti l'ultimo giocatore viola vivente dei primi anni trenta. Ma la sua carriera più che promettente fu bruscamente interrotta dagli eventi bellici. Reduce di quasi tutte le guerre patrie del secolo scorso, è arrivato incredibilmente fino a noi: testimone della storia d'Italia e del nostro orgoglio di fiorentini.


Ecco la sua vicenda nelle suggestive parole di una lettera indirizzata qualche giorno addietro a Ragionier Raffaele Righetti, gentilissimo Segretario Generale della società viola:

Caro Dottor Righetti, mi perdonerà se La disturbo rubandoLe un po’ di tempo per parlare di me e porgerLe una richiesta. Sono nato a Fiesole il 12 Marzo del 1916 e cominciai a giocare a calcio nel Fiesole nel 1930. Nel 1933 fui notato e selezionato da Ottavio Baccani il quale m’inserì nelle giovanili della Fiorentina dell’indimenticabile marchese Luigi Ridolfi. Ero un discreto centrocampista e giocai subito da titolare nel 1933-1934 nel Terzo Gruppo per poi passare, nella seguente stagione 1934-1935, nelle file della squadra Primavera - allego la copia del mio tesserino originale - ma in quel periodo verde ebbi la fortuna di allenarmi anche con atleti della prima squadra quali Prendato, Gringa, Morselli, Galluzzi e Piziolo. Dalla società ricevetti un paio di scarpini appartenuti a Petrone prima della sua fuga in Uruguay. Vidi all’opera gli allenatori Fellsner, Rady, Ging, Ara e naturalmente Baccani, il mio maestro.

Purtroppo, nel 1935, la mia carriera calcistica fu interrotta e, richiamato alle armi, fui inviato in Africa per la mia prima guerra. Da quel momento, purtroppo, non smisi la divisa fino al 1945 partecipando un po’ a tutti gli eventi bellici accaduti in quel tempo alla nostra Patria. Fui presente ai fatti Tobruk e, quale paracadutista, mi salvai miracolosamente nella battaglia di El Alamein. Sfuggito alla cattura degli Alleati, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 mi unii al Contingente Italiano di Liberazione e risalii il Paese fino alle Alpi. Dopo aver partecipato a molte battaglie, tra cui quella di Monte Cassino, per il valore dimostrato in questi fatti sono stato nominato Cavaliere della Repubblica dall’attuale Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Finita finalmente la lunga stagione di guerre, potei ritrovare i miei cari e la ‘mia’ Fiorentina, ormai naturalmente solo da spettatore. Sono stato infatti abbonato al settore di Maratona per quasi mezzo secolo ed ho spesso seguito la nostra squadra anche in trasferta. E’ per questo che, in vista dei novant’anni che compirò nel prossimo Marzo 2006, e anche per aver fatto umilmente parte della storia viola quale giocatore, che oggi mi permetto di chiederLe l’omaggio di un posto di Vostra preferenza presso la tribuna coperta. Così da avere, almeno nell’ora del compimento dei miei novant’anni, un tetto che mi copra dalle intemperie.
Grazie per il tempo e l’attenzione che mi dedicherà. Vivissimi Saluti, Cav. Alessandro Palastri


L'ACF Fiorentina, attraverso Righetti ed altri responsabili, ha incontrato ed omaggiato il Cav. Palastri di una tessera di abbonamento in tribuna coperta nel settore dedicato agli ex viola. E' curioso sottolineare come Palastri, da giocatore, non percepì mai alcuno stipendio ma soltanto un paio di scarpini, quelli usati da Petrone. A quei tempi, infatti, solamente la prima squadra riceveva il salario. La società dei fratelli Della Valle lo ha accolto con calore e ringraziato per quanto egli ha potuto dare alla causa della Fiorentina ben settant'anni or sono, giudicandolo un bell'esempio di longevità e di fede viola.

Andrea Claudio Galluzzo