Testamento spirituale di Danilo Cubattoli

Cari amici e Parenti tutti, miei confratelli nel Sacerdozio e mio carissimo Cardinale, vi ringrazio dal profondo del cuore per l’affetto che mi avete sempre voluto e che per me è stato come il tangibile volto del Signore, capace di riempirmi sempre di gioia e di fede certa nella sua misericordiosa bontà. Vi chiedo perdono per quanto non ho saputo ricambiare per gli scandali che posso avervi dato, per quanto vi ho fatto soffrire od offesi. Chiedo perdono a tutti i miei carissimi carcerati per quante volte li ho fatti attendere invano la mia opera per tutto l’amore che spesso non ho saputo donare loro come dovevo.

Con loro chiedo perdono a tutti i poveri di questa mia città, se non li ho saputi ascoltare, cercare, servire, come Lui mi aveva detto e mostrato. Perdono chiedo a voi confratelli Sacerdoti e in particolare a Lei Eminenza se con il mio modo di fare, di parlare o in qualsiasi altro modo vi ho fatti soffrire.

Chiedo perdono ai miei cari se non li ho aiutati, compresi, sostenuti come loro desideravano. A tutti chiedo di ringraziare con me il Signore nostro Dio e Padre per i grandi regali che mi ha fatti in tutta la vita. Credo che lo ringrazierò in eterno per avermi fatto prete, e prete così nella gioia di una vita piena di avventure, in contatto meraviglioso con le creature più diverse e sempre belle, amabili, splendenti del Suo fulgore. Grazie per l’amicizia della splendida gente di San Frediano che mi ha dato il senso della fraternità schietta e dell’umor sano del popolo.

Grazie a tutte le nobili famiglie di questa mia città che con la loro accogliente ospitalità ed affetto mi hanno dato il gusto delle cose belle e buone, l’ammirazione per uno stile di finezza e di una generosità senza limiti e senza affettazione. Grazie particolare a te amico e Vescovo Silvano per il tuo affetto, la tua fede, la tua tenera comprensione. In te un grazie speciale agli amatissimi cardinali Elia, mio padre nel Sacerdozio, Florit tanto paziente con me e Benelli imprevedibile e affettuosamente tenero nei miei riguardi. A voi tutti chiedo di pregare se ve lo ricordate, perché il Signore sia misericordioso con i miei innumerevoli peccati e la Mamma nostra del cielo mi copra con il suo compassionevole manto.

Vi prego di non piangere, a me non riusciva, ma fate festa, cantate, godete questa splendida vita che il Signore ci dona ogni giorno; io confido tutto nel suo immenso amore per noi peccatori e mi fido di Lui che è morto per me in croce e che ho visto tante volte portare la dura croce della carcerazione. Sono anche sicuro dell’aiuto di tutti i nostri santi fiorentini e toscani, specie del mio San Filippo Neri e del mio splendido Angelo Custode amico fedele e formidabile.


Danilo Cubattoli