Firenze città grande e ricca

L'arroganza è figlia dell'insicurezza e dell'ignoranza. Chi è sicuro delle proprie capacità non ha bisogno di essere arrogante, le sue virtù si esprimono senza necessità di forzarne l'espressione. L'arroganza è un vizio del carattere che investe tutto l'uomo; la presunzione è un'opinione falsa, un'illusione dell'animo che rischia di rendere spregevole tutto ciò che si crea. Marchionne ha messo e mette sovente insieme i caratteri della presuzione e dell'arroganza; nella prima è ardito, nella seconda è audace e sfacciato.

 

Offende e provoca senza valutare fino in fondo le conseguenze del proprio turpe parlare. La presunzione, essendo un'opinione smodata del proprio merito, un sentimento dell'amor proprio corrotto, è poco meno biasimevole dell'arroganza. Era dai tempi dell'arroganza ghibellina, dalla fosca età degli abusi imperiali che non si sputava con tanta veemenza addosso a Firenze, città guelfa e libera, indipendente dai potenti e dalla loro colonizzazione culturale. Marchionne, uno dei condottieri al seguito della famiglia imperiale d'oggi, gli Agnelli, ha voluto ribadire tutto lo sdegno che la potenza maggiore d'Italia prova verso la città dei Fiorentini. Sono tornati, con una sfrenata arroganza, con un'acredine senza limiti. Non hanno perduto né la boria né la tracotanza che per tanti anni li hanno distinti in negativo: rappresentano uno dei più grandi mali civili e culturali d'Italia.

Quando si è arroganti non ci si mette in gioco. Chi è davvero sicuro di sè invece lo fa quotidianamente: chi conosce le proprie capacità non teme di mettersi in discussione perché sa che dal confronto e dal dialogo può giungere un arricchimento non un impoverimento. Come è grande e ricca dunque quella Firenze che si mette in gioco. Quella porzione di mondo che sta nel cuore di chi vi è cresciuto e vi ha vissuto i momenti più importanti della propria vita. E com’è ignorante il piccolo e povero condottiero mercenario in maglione che si permette di offenderci tutti, dall’alto delle sue ricchezze e dagli abissi della più torva arroganza.

Con questa premessa, tutti i Fiorentini nel Mondo sono caldamente invitati a stringersi tutti attorno alla nostra amata città, la nostra patria piena di vizi ma colma anche di tante virtù! Per cogliere ancora il significato e le ragioni di quel destino che ha fatto di Firenze una città grande e ricca occorre stare uniti. Si perché nell'unione Firenze ha trovato la forza di uscire a testa alta dalle sue tante guerre per la libertà e l'autonomia. Grande perché è riuscita a liberarsi dal peso dell'impero da sola grazie al sacrificio dei fiorentini uccisi in tante battaglie lontane tra le pieghe del tempo. Ricca perché si è rimboccata le maniche nelle disgrazie più gravi ed ha saputo dividere il pane e l’acqua nei giorni della miseria più nera.

Grande e ricca quando il sindaco La Pira seppe far coesistere la sua cultura e la sua Chiesa riunendo laici e cattolici in un immenso sforzo di pensiero, fantasia, umanità. A Firenze stavano insieme e si rispettavano grandi poeti, scrittori e artisti. Grande è Firenze per la sua Chiesa, le sue parrocchie dove tutti possono trovare ancora ristoro e pace. Grande perché Padre Facibeni ha insegnato a prendersi cura degli orfani, Padre Balducci ha insegnato a curare gli altri nel corpo oltre che nell'anima, Don Lorenzo Milani ha insegnato ad insegnare, Don Cubattoli ha insegnato ad amare tutti senza distinzione stando vicino agli ultimi.

Grande e ricca perché abbiamo, al fianco dei grandissimi artigiani conosciuti in tutto il mondo, una cultura attenta a trasmettere oltre che a innovare: la bellezza e il pensiero, piccole e grandi mostre, librerie e biblioteche nel cuore della città. Grande perché ha saputo risorgere tante volte dalla furia delle sue cicliche alluvioni.

L’offesa di Marchionne e degli Agnelli ci ha costretto a ripensare cosa sia diventata Firenze nella nostra epoca. Il presente ed il futuro, coi loro apparentemente irrisolvibili problemi, sono una sfida che deve coinvolgerci tutti. Ed è più facile e più dignitoso affrontarli se sappiamo da dove veniamo: la nostra cultura, la nostra storia di diritti civili, di eroismi e di uguaglianza. Il nostro destino di grande e ricca città. Grandissima e ricchissima è e sarà Firenze, non per la sua antica gloria, ma per quella dote di saper guardare al futuro che hanno dentro i Fiorentini.


Andrea Claudio Galluzzo