Cielo di velluto

Un cielo di velluto. Fu la prima volta che lo guardai veramente. Ero solo un ragazzino svagato; alzai la testa e fissai le stelle. Avevo quasi l’illusione di essere solo al mondo mentre stavo sdraiato sul tetto di casa. Dominavo il villaggio: in basso potevo scorgere i lumi delle torce che ardevano sulla piazzetta. C’era gente che ballava e cantava. Nessuna curiosità per loro. Perché mai avrei dovuto distogliere gli occhi dal celeste incanto notturno?


Un dolore al collo, stanco di mantenere la testa rivolta verso l’alto, mi svegliò da quel sogno lucido. Mi misi seduto e controllai di nuovo la mia carta del cielo, come per orientarmi. L’avevo appoggiata su di una fila di coppi creandovi un dosso. Alzai di nuovo la testa: anche il cielo mi pareva curvo. Tutto era rotondo davanti a me, infinito e morbido.


Andrea Claudio Galluzzo


(tratto dal romanzo "Finis Terrae")