Cielo di velluto

Un cielo di velluto. Fu la prima volta che lo guardai veramente. Ero solo un ragazzino svagato; alzai la testa e fissai le stelle. Avevo quasi l’illusione di essere solo al mondo mentre stavo sdraiato sul tetto di casa. Dominavo il villaggio: in basso potevo scorgere i lumi delle torce che ardevano sulla piazzetta. C’era gente che ballava e cantava. Nessuna curiosità per loro. Perché mai avrei dovuto distogliere gli occhi dal celeste incanto notturno?

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Il mio mare, la mia isola, il mio cuore

Era il primo sabato di Novembre di tanti anni fa quando la vidi per la prima volta.  Ne rimasi incantato. Ero in mare su di una grande barca, spirava una brezza tesa, la costa mi apparve in tutto il suo splendore. Quella montagna caduta in acqua mi si presentò nella sua apoteosi minerale di abbaglianti rocce bianche di sfavillante calcare che affogavano nell'azzurro del mare. Fu amore a prima vista quello per l'isola di Tavolara.

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Sara Bachmann, artista dello Spirito

Sara Bachmann nasce ad Aarhus in Danimarca il 12 di Aprile del 1982. Figlia unica di Jette, affettuosa ed impegnatissima insegnante di letteratura e lingue straniere, e di Poul, taciturno docente di matematica, trascorre serenamente gli anni dell'infanzia e Beder, un quieto villaggio nelle campagne dello Jutland. I ricordi di quegli anni sono di un costante contatto con la natura. In estate vive tra i verdi brillanti delle foreste danesi ed i rossi delle mele e dei frutti di bosco.

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Asciuga le tue lacrime

Attraversai tempi di vane certezze, momenti di alta insensibilità. Mi sentivo grezzo, spesso indelicato. Ero diventato un’altra persona, uno sconosciuto. Mi ero perso. La materia, il lavoro, i corpi mi avevano tolto ogni sfumatura, inaridendomi. Un sorriso, un bicchiere d’acqua mi avevano reso il significato di una vita che mi appariva come vecchia. Ma non era tutto qui. Ascoltavo di nuovo me stesso e sentivo il dolore di desideri profondi; profondamente irrealizzabili.

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Il Sole di San Tommaso

Tommaso d'Aquino era di statura alta e belle proporzioni, aveva i capelli di color biondo e il volto abbronzato dal sole. La linea sottile della bocca tradiva bontà e fermezza insieme, gli occhi mostravano chiarezza e calma pene­trante. Quegli occhi riflessivi e scrutatori son davvero la caratte­ristica delle antiche raffigurazioni di San Tommaso: completamente astratti dal mondo circostante, sembrano fissare uno scopo lon­tano nello Spirito contemplante, non però perduti dietro un sogno, ma interamente sollevati nell'ardore di una Verità folgorante.

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Sotto il cielo di Gerusalemme

Il pellegrinaggio è vivere le sorgenti della fede. Vuol dire mettersi in cammino non per visitare antiche pietre né per venerare luoghi santi, ma per rinnovare lo spirito e il corpo. E' il viaggio di Gesù, per salire al monte Sion, sulle vie del Vangelo, ascoltando la Parola di Dio, attraverso la libertà della quale ha bisogno, nei veri paesaggi dove essa risuona. La scoperta di Dio avviene sotto il Cielo di Gerusalemme.

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Nel deserto

Il male ci scruta nel profondo e, ogni giorno, si ciba della nostra miseria, si nutre dei nostri vizi. Nel deserto delle tentazioni non è possibile sottrarsi al nulla. Si vive fino in fondo la miseria dell'umanità. E' nella valle oscura che il tentatore suggerisce la dispersione, mostra come illusoria ogni speranza, deride l’opera delle nostre mani e del nostro ingegno per apparirci necessario. Lo Spirito salva, offre grande consolazione e, soprattutto, invita a non attraversare da soli il deserto ma con Lui, a non aver paura della fame, del freddo e dell’aridità spirituale.

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Il fuoco vivo di Gerusalemme

Abbiamo condiviso il respiro di Dio. Abbiamo provato insieme emozioni profonde e fortissime nell’eterna capitale di tutte le genti. E’ arduo rievocare attraverso parole quei sentimenti vissuti in Terra Santa con tanti nuovi, veri amici. Quell’aria dolce respirata durante i giorni del nostro pellegrinaggio, vissuto in un crescendo continuo di passione attraverso le vie di Israele e della Palestina, vivrà per sempre dentro di noi. Non starà ad invecchiare tra i nostri ricordi più belli, ma sarà il fuoco vivo che scalderà gli inverni del nostro cuore.

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Scura è la notte

Tanto non servirà niente. A niente. Non serve mai negare l'evidenza, fuggire dalla realtà. Anche se fa male, anche se non passiamo bene ad ammetterla è davvero preferibile una scomoda verità ad una squallida menzogna. Perché non è così che ci si prende cura dell'amore più grande, se lo è, della persona più importante, se lo è, e non è così che ci si rapporta col passato se si tiene al presente ed al futuro.

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Firenze città grande e ricca

L'arroganza è figlia dell'insicurezza e dell'ignoranza. Chi è sicuro delle proprie capacità non ha bisogno di essere arrogante, le sue virtù si esprimono senza necessità di forzarne l'espressione. L'arroganza è un vizio del carattere che investe tutto l'uomo; la presunzione è un'opinione falsa, un'illusione dell'animo che rischia di rendere spregevole tutto ciò che si crea. Marchionne ha messo e mette sovente insieme i caratteri della presuzione e dell'arroganza; nella prima è ardito, nella seconda è audace e sfacciato.

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