Addio Stella

Addio Stella. Quanto eri bella. La luce esplodeva rossa sui tuoi riccioli mogano.
Anima sottile come la linea delle tue labbra leggere. Non sei più con me, creatura inaccessibile.
Ti conservo dentro, viva, debole e forte, con la tua perenne volontà di soffrire. Il dolore ti ha vinto, annientato, ma forte resta il ricordo del sole di Roma sulla tua fronte, la tramontana dei colli di Firenze tra i tuoi capelli, il gelato al pistacchio su quel colle mediceo, sotto la torre con l’orologio. Splende per sempre in te l’oro dei tuoi campi di grano.

Donna bambina, mai libera, sempre libera. Prigioniera di te stessa. Cuore puro, generoso, unico e indimenticabile. Incalcolabile la profondità del tuo amore. Piccola stella ingenua, la vita ti ha cambiata, mangiata e uccisa senza mantenere le promesse. Con te mi sono estinto anch’io, solo e abbandonato.

La tua scomparsa porta lo strazio, il vuoto, il rifiuto di rassegnarsi al nulla. Si la morte è come la fine di un amore che, anche se l’hai attesa, causata, voluta per buonsenso o bisogno di libertà, quando arriva uccide tutto. Cadono le foglie con gli alberi interi, la notte conquista il tramonto e regna per sempre in un mondo senza primavera. Perderti distrugge il cuore, sfalda corpo e mente, spoglia l’anima della vita e toglie il fiato senza donare alcuna buona esperienza. Tu eri molto di me, quasi tutto probabilmente. Ho voluto sempre e soltanto te. E del nostro bene nascosto erano invidiosi i serafini alati e tutti gli dei che, crudeli, ci hanno fatto guerra in ogni modo privandoci, nella battaglia finale, della consapevolezza del valore del nostro bellissimo ed irripetibile calore. Vorrei un’esistenza nuova per viverla con te addosso, adesso.

Quella corda stretta al cuore, lunga dieci anni, intrecciata d’amore vero non poteva resistere ancora. Non era consentito aggrapparsi. Cado nell’abisso del mio esilio, lontano, con te e per te, lingua bugiarda. Tu eri l’amore più grande. Forse l’unico. L’amore che non teme pericolo, non ascolta ragione e muove le montagne. Al mio deserto mancherai più dell’acqua e niente e nessuno potrà colmare l’incolmabile.
Senza sosta scorre la vita e con lo stesso cuore con cui siamo vissuti, siamo morti, insieme.
Addio Stella, anima bella

Andrea Claudio Galluzzo