Giudizio

Ognuno si giudica da solo, con le proprie parole, con le proprie azioni e coi propri comportamenti. Non c’è bisogno di alcun tribunale. Il tempo è ganlantuomo. Fa da sè. Bisogna vivere la vita nella verità per evitare guai. Occorre infischiarsene dell’altrui giudizio per essere amati ed accettati per quello che si è. Il bisogno di sicurezza porta illusione e ricatto. La necessità di essere ben considerati pregiudica ogni condotta portando la paura più o meno consapevole. Tutto può condizionare l’esistenza. Ogni aspetto della vita diventa un campo di battaglia dove lottare per evitare umiliazioni: l’aspetto fisico, le nostre origini, il livello culturale, l’educazione, la famiglia, il nostro lavoro, la nostra età, Si affronta il giudizio con la preoccupazione dell’esclusione. L’emarginazione è un timore ancestrale duro da combattere, comune a tutti. Può diventare fobia e creare l’ansia nel rapporto col mondo e con chi amiamo. Ma non si può vivere nella paura di essere malgiudicati. Non è un gran male essere sfrontati e imbarazzanti fin tanto che si tira fuori quel che abbiamo dentro, fin tanto che esprimiamo la nostra vera natura, fin tanto che mostriamo come siamo veramente. La vita è una sola, meglio ricevere poco amore e poca attenzione ma essere e restare fedeli a noi stessi.

Andrea Claudio Galluzzo