Ménos
L'uomo è molto di più di quel che crede di essere. Nei meandri riposti della mente, nello strato profondo dei muscoli, nelle ossa, nel midollo, vi sono energie occulte, riserve recondite di luminosa vitalità corrispondenti ad una dimensione diversa dell'Io. Lo Spirito non chiede a coloro che lo cercano, e che gli si mostrano docili, di esser quieti. Chiede forza. Domanda di usare fino in fondo tutti i propri strumenti sensoriali per penetrarli ed esprimersi: chiede di sentire. Lo Spirito cerca noi come noi cerchiamo lui. Siamo congegni dedicati alla sua manifestazione materiale.

La nostra gioia terrena è tra le sue espressioni più alte. L'Entità ultradimensionale che identifichiamo col Divino, usando il termine Dio, da un alternativo modo di credere, è svincolata dalle leggi che ci sono consuete e ci chiede di seguirla sulla strada della follia d'Amore. Un percorso di libertà spirituale crea in chi gli si rivela disponibile ed aperto unMénos, greco furore, che compie il miracolo di far crescere le energie fisiche e spirituali, che fa capaci di opere che, in condizioni normali, non saremmo in grado di produrre. Ménos è la trance dell'atleta che sbaraglia gli avversari,  lo stato del guerriero che diviene eroe compiendo prodezze. E', soprattutto, il fluido dell'artista che commuove con le sue creazioni gli innamorati della vita, della primavera e della bellezza. Platone, nel Fedro, giunge ad affermare come proprio dal mistico delirio, concesso per grazia divina, vengano agli uomini i doni più grandi. E' lo Spirito che agisce attraverso profeti, scultori, pittori, compositori e scrittori; che ne siano o meno consapevoli.

Gli amanti non sono mai esclusi dall'azione dello Spirito. Le più profonde rivelazioni possono compiersi mediante l'eros umano, a patto che l'abbandono non sia ridotto a mera fisicità. L'esaltazione dello Spirito, fonte della più pura ed alta energia vitale, non avviene quasi mai attraverso cerimonie o riti codificati bensì in spazi naturali, in luoghi non civilizzati come boschi, foreste, montagne, fiumi e mari. E' necessario staccarsi da gesti abituali, da rassicuranti contenitori, per vincere l'umanissima paura del Divino. Dio è Amore e bisogna rendersi liberi per amare veramente. Amore è libertà di accettare quel che ci vien regalato, con tangibile umiltà. Serve una recessione ad uno stato più naturale. La sensibilità selvaggia o primordiale può rendere raggiungibile e chiara, anche ad occhi ottenebrati dal materialismo, la libertà di cui soltanto lo Spirito è capace.

Unicamente chi è pervaso dal sacro Ménos si sforza di andare in fondo, dentro se stesso, per trovare il coraggio di spogliarsi della propria identità, di togliersi ogni maschera. Soltanto colui che ama con tutto se stesso può esplorare il territorio dello Spirito creatore all'interno del quale gli stretti limiti e le risibili leggi dell'umana vita quotidiana cadono malinconicamente nell'abisso della superficialità materiale.

Per questa Via una completa libertà si dispiega di fronte alla piccola anima, preziosa particella di infinito che ogni essere umano porta con sé nel breve cammino terreno. Libertà è amore, amore è libertà.

Andrea Claudio Galluzzo