Stella della notte
Stanotte ho camminato a lungo da solo, randagio, per le strade della mia antica, amata città dove sono nato e dove ho trascorso la giovinezza e gli amori incoscienti. Ho seguito ancora la mia Stella. Non è stato facile convincermi a farlo ma sono riuscito a passare sotto le tue finestre. Sotto quelle stanze dove tu non vivrai più ma che, dentro di me, resteranno sempre la tua casa. Busserò per anni alla tua porta. E tu non aprirai: non potrai sentirmi. Sono solo, sarò solo.


Mi si è spezzato il cuore in questa notte buia. E' successo davvero. Ho provato l'abisso più nero della solitudine, quella assoluta, profonda. Piegato da un dolore non misurabile, da un male non rimarginabile. Te ne vai e non posso fare niente tranne che amarti ancora sperando che la tua vita sia felice, fino in fondo. Ho dovuto sedermi sul marciapiede freddo di una  vicina stradella col cuore in gola, senza parole, senza più forze. Ho pianto così tanto. Disperato. Completamente senza fiato, senza più lumi di speranza. Ho avuto l'istinto di gettarmi  nel fiume dal vecchio ponte. Volevo diventare acqua e arrivare al mare per perdermi per sempre, per dimenticare tutto, anche te. "La mia casa è il mare e con un fiume no, non la posso cambiare". Non sopporto più la notte. Mi metto a dormire e non dormo. I pensieri si affollano. Sempre con me la tua bocca, il tuo respiro, il tuo spirito, la tua fronte così amata. I sensi di colpa delle mancate scelte che continuano a tormentarmi. Non ho altra soluzione se non quella di alzarmi e scrivere. Ho il terrore della sera, ho il terrore dei miei pensieri. Ti amo e non sai quanto. Come ho fatto a lasciare che tutto questo accadesse? Purtroppo non avrò mai risposte. Tu sei lontana e appartieni ad un altro. Ma io apparterrò sempre a te. E se tornerai a cercarmi, per nient'altro sia che per amore.

Andrea Claudio Galluzzo

(tratto dal romanzo "The Hidden Bride")