Scura è la notte

Tanto non servirà niente. A niente. Non serve mai negare l'evidenza, fuggire dalla realtà. Anche se fa male, anche se non passiamo bene ad ammetterla è davvero preferibile una scomoda verità ad una squallida menzogna. Perché non è così che ci si prende cura dell'amore più grande, se lo è, della persona più importante, se lo è, e non è così che ci si rapporta col passato se si tiene al presente ed al futuro.


Alla fine resta solo la verità. Quella senza puntini di sospensione. Senza veli e senza dubbi. Quella interiore che dice al cuore in ogni istante come stanno davvero le cose. E questa è una verità che uccide, che si mangia le viscere, che cova dentro e fa male da morire. L'unica uscita possibile dal dolore è guardare ai fatti, ai comportamenti. Perché non si può vivere di suggestioni. Un amore vive solo di fatti, di quello che si fa e di ciò che si dimostra. E nessuno può essere o farsi seconda scelta di qualcun altro. Non è sopportabile. I compromessi in amore precedono l'uccisione dei sentimenti. Occorre tentare con tutte le forze di essere oggettivi: se manca qualcosa di grande si deve avere la forza di evitare di fare o farsi del male. Si deve guardare alla cruda e dura realtà spazzando via ogni illusione. Occorre osservare quel che normalmente accade in una persona innamorata, sbandata d'amore, che ama e desidera nel profondo più di quanto abbia mai ricevuto e fare i conti con quel che si vede. Fuori dalla realtà non si può parlare di amore. Dalle illusioni si deve fuggire, lasciarle perdere e volare via a smaltire le pene attraversando boschi solitari.

Inutile implorare ancora di restare, dannoso sperare quel che nei fatti non è. Non è lecito pregare un altro essere umano neppure di fronte ad un amore viscerale, violento, tagliente, malinconico e indimenticabile che unisce due anime per una breve parte della loro vita. Un amore grande e bellissimo e forse per questo sfuggente. E' sbagliato giudicare, nessuno può farlo, ma l'unica cosa che conta nella vita, alla fine, è incontrare la purezza dei sentimenti. Piangere non creerà  né restituirà quella purezza ed essa, forse, mai è esistita davvero nel cuore di nessuno per come almeno la si è sentita e sognata. E alla fine, alla fine di tutto, ci si trova di fronte la realtà. Una realtà che non vorremmo, che fa morire di male. La verità terribile e più semplice delle cose umane. I fatti. Quei fatti che le parole, belle, brutte, sottili o pesanti, non hanno il potere di mutare. I bei capelli ribelli non sono rivolti verso chi li ama. Loro stanno col cuore. E chi li possiede è costretto a viver con loro nonostante la testa tenti, senza successo, di orientarli altrove. Loro guardano con la forza più intensa dell'istinto verso il loro sole, verso ciò che davvero li attrae. Questo è il mondo, questa è la natura umana. Siamo tutti creati dello stesso impasto. Per questo conosciamo, ma spesso non accettiamo, la più recondita delle verità. Quella che bagna il sesso nel sogno. Quella che si prende e non si può decidere. Nessuna parola potrà mai cambiarla. Il tempo è un giudice che non perdona.

"Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla". Cesare Pavese ha espresso meglio di molti la condizione in cui ci si ritrova per la fine di un amore. Tale dolore è più grande quanto più laceranti sono i sensi di colpa, la volontà di autopunirsi per quello che è successo, la perdita di fiducia e di stima verso se stessi e gli altri, la paura per ciò che può far divenire la notte ancor più buia. Bisogna accettarlo: l'amore è finito e la sua fine ci ha completamente sciolti e disarmati. Scura è la notte...


Andrea Claudio Galluzzo