Sara Bachmann, artista dello Spirito

Sara Bachmann nasce ad Aarhus in Danimarca il 12 di Aprile del 1982. Figlia unica di Jette, affettuosa ed impegnatissima insegnante di letteratura e lingue straniere, e di Poul, taciturno docente di matematica, trascorre serenamente gli anni dell'infanzia e Beder, un quieto villaggio nelle campagne dello Jutland. I ricordi di quegli anni sono di un costante contatto con la natura. In estate vive tra i verdi brillanti delle foreste danesi ed i rossi delle mele e dei frutti di bosco.


Con gli occhi puntati sulla fioca luce solare del nord accesa fino a tardi e quel tepore che permette agli aromi naturali di sprigionarsi, respira l'incanto dei profumi dell'erba fresca e del fieno tagliato. La vista che spazia sul grande campo di avena giallo come l'oro davanti a casa non l’abbandona mai. In inverno, tra i contrasti della neve bianchissima ed i neri tronchi dei nudi alberi, osserva a lungo senza foglie per le lunghe notti nordiche.

La frequentazione fin dalla scuola primaria dell'istituto Rudolf Steiner di Aarhus con i suoi innovativi metodi didattici consentono a Sara di sviluppare la sua istintiva passione per il disegno e la pittura insieme con l'apprendimento delle altre discipline. Da subito dimostra la sua predilezione per le arti visive ed il teatro ma si appassiona anche alla musica classica ed inizia a frequentare coinvolgenti corsi di danza classica e moderna.

I frutti di ben dodici anni passati nella scuola steineriana sono speciali e regalano le prime sfumature, le sottili impressioni di un mondo che non è soltanto quello terreno. Sara impara che si può "udire" e "vedere" anche con occhi ed orecchie diverse da quelli fisici. Anche l'anima viene nutrita, non solo la mente. Lo spirito per Sara conta dunque, fin da subito, quanto la ragione. Grazie a quelle esperienze formative Sara non è più a contatto solamente con alberi e con gli altri elementi naturali ma anche con gli esseri spirituali celati dietro ad essi, che a lei si rivelano, non su un piano fisico, ma in uno spazio interiore. La giovane Sara sente che simili cose non sarebbero comprese dal suo ambiente e non ne parla ad alcuno.

Appena diplomata, preda di profondi desideri di libertà e di crescita, decide di cambiare drasticamente la propria esistenza ed è incerta tra lo scegliere un'esperienza universitaria in Giappone o in Italia. I suoi dubbi giovanili sono presto risolti dalla conquista nel 2001 di una borsa di studio per frequentare a Firenze un master presso la scuola internazionale di arti grafiche "Il Bisonte". Terminati con successo questi studi nel 2002, decide col compagno Gianni Crobe, studente di architettura, di stabilirsi nella culla del Rinascimento e di iscriversi all'Accademia delle Belle Arti dove si laurea a pieni voti nel 2007 specializzandosi in scenografia teatrale. Nel 2009, incinta della figlia Freya, decide di raggiungere il proprio compagno architetto ad Olbia ove partorisce la sua bambina e dà vita al primo maturo ciclo artistico.

Un giorno, giocando con la piccola Freya, Sara pone sul tavolo di casa un semplice foglio sul quale, con gli acquerelli, dipinge agilmente una principessa paffutella con dolcissimi occhi grandi e rotondi. Gianni, il padre di Freya, nota una bellezza gentile e fiera in quella pittura ed immagina un filone di piccoli dipinti dedicati alla ricchissima diversità delle figure più antiche e tradizionali della Sardegna. Una vera galleria di ritratti sardi tra realtà ed immaginazione capaci di esprimere lo spirito più vero ed intenso dell'isola: principesse e fate, le janas, accompagnate da cavalieri, ranocchi, zebre, chiocciole, pecorelle, gufi e porcospini ma anche da cavalli, conigli, cervi e mufloni. Sirene con ippocampi, stelle marine, pesci palla e delfini legati alle loro padroncine con fili di perle.

Nel Vangelo di Giovanni sta scritto che “Dio è Spirito”. Questa verità vive dentro Sara ed essa sola può aiutare a comprendere le sue creature e le emozioni che esse procurano alle persone, le quali, avvicinandosi alle sue opere, si accostano alla Divinità che vive in ogni creatura vivente raffigurata nella sua arte. La voce delicata delle Amiche di Freya si rivolge alle persone spirituali attraverso un linguaggio di purezza. Sara Bachmann esprime una consapevole vocazione verso gli esseri spirituali attraverso le qualità interiori dell’anima.


Andrea Claudio Galluzzo