Tu, il niente

Assuefatto al dolore, talmente abituato da sentirne l’assenza. Non è nel distacco che mi fai sentire la tua mancanza, ma quando, nei periodi di presenza, ti mostri fredda, senza emozioni. Nei momenti di addio non sento dolore, provo libertà. Idealizzare è sempre una colpa. Suppongo accada per insicurezza. La sfiducia insinua il dubbio e fa credere di aver sbagliato. Ma non è così.

L’errore vive nell’ostinazione di dar corda a una malata ossessione, a una vana speranza. Sono le maligne conseguenze della dipendenza affettiva. Tu non sei che un parassita. Ti nutri di me. Non esistono bei ricordi di te. Esistono memorie che ho colorato con la mia emotività. Tu eri soltanto un inganno, una tagliola. Non avrebbero senso altrimenti i tuoi silenzi, i tuoi alti e bassi, il tuo nulla. Era tutto un sogno personale. Ho montato colori e castelli nel più arido deserto convinto fosse tutto reale e condiviso. Non era così. Era il mio bisogno di amore, forte, talmente forte e marcato da divenire folle fino a convincermi che tu potevi amarmi. Ma niente resta tra le mani. Tu, il niente.

 

Andrea Claudio Galluzzo