Alessandro Palastri, orgoglio viola

Questa è la storia quasi incredibile del Cavalier Alessandro Palastri. Oggi la 'sua' Fiorentina lo ha riabbracciato e lui, molto commosso, d'ora in poi siederà in tribuna accanto alle altre 'vecchie glorie' viola. Nessuno lo ricorda, né può ricordarlo. I più anziani tra i giocatori, quelli del primo scudetto, sono infatti più giovani di lui di quasi vent'anni... Palastri è infatti l'ultimo giocatore viola vivente dei primi anni trenta. Ma la sua carriera più che promettente fu bruscamente interrotta dagli eventi bellici. Reduce di quasi tutte le guerre patrie del secolo scorso, è arrivato incredibilmente fino a noi: testimone della storia d'Italia e del nostro orgoglio di fiorentini.

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Breve Storia del Calcio Fiorentino
"E' Calcio", si legge nel Vocabolario della Crusca del XVII secolo, "anche nome d'un gioco, proprio ed antico della città di Fiorenza, a guisa di battaglia ordinato, con una palla a vento, rassomigliantesi alla sferomachia, passato da' Greci a Latini, e da' Latini a noi." Identificabile nell'antichità romana col nome di "Harpastum" o "Harpasti Ludus", l'esercizio di questo gioco è senza dubbio un ottimo strumento per mantenere le legioni in buona forma fisica e morale nei quartieri invernali, considerati anche i "Praecepta Martis" che vengono in esso applicati..Come riportato in apertura, il termine volgare "calcio" compare per la prima volta nel lessico sportivo grazie agli accademici della Crusca (incerta risulta l'etimologia: il termine latino calx-calcis, ovvero calcagno, individua forse l'interpretazione più corretta) ma della cospicua letteratura a riguardo parlerò più avanti.
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Noi siamo Firenze

Alla fine di quest'ultima maledetta sfida pareggiata, o forse è meglio dire di quest’ultimo strazio, confesso di essermi sentito perso, sfinito, una volta ancora moralmente disfatto. Contro quell’Atalanta tante volte battuta in passato e oggi insuperabile, mi sono vuotato di tutte le forze; sono rimasto muto, senza più ciance. E, stavolta, senza né rabbia né desiderio di rivalsa; anzi: inerme seppur pieno di fiele, immobile nonostante un'amarezza profonda che mi ha tolto ogni lucidità, qualsivoglia speranza o convinzione. Non me la sono presa con nessuno; non mi sono infuriato con Ariatti per i suoi passaggi sbagliati, con Miccoli, Bojinov, Jorgensen e Pazzini per le loro conclusioni sballate. Non mi sono neppure irritato con Zoff per qualche mossa malfatta.

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